È facile smettere di fumare Allen Carr

È facile smettere di fumare Allen Carr

È facile smettere di fumare Allen Carr

Ho letto il libro E’ facile smettere di fumare – se sai come farlo” di Allen Carr ben 5 volte e non solo: l’ho anche trascritto in un documento Word, proprio per fissare meglio i concetti (se scrivo, memorizzo meglio). Niente da fare, fumo ancora.

Le ragioni per smettere sono tutte dalla parte di Allen Carr (morto ormai da qualche anno, proprio di cancro ai polmoni). Nei 44 capitoli del libro (più quello intitolato “Conclusione“) l’autore non mira a fare i soliti discorsi sui danni che il fumo provoca alla salute, partendo dal presupposto che certe argomentazioni inducono nel fumatore l’insorgenza dell’ansia e quindi il desiderio di spegnerla accendendo una sigaretta. No.

Lui spiega per filo e per segno come le multinazionali del tabacco hanno nel corso degli anni convinto la gente che fumare rende migliori. Più “maturi”, affascinanti, sicuri di sé. Vamp misteriosa la donna, avvolta da spire di fumo, occhio languido e voglioso nell’atto di suggere la sigaretta a richiamare immagini sensuali, l’uomo macho, quello che “non deve chiedere mai”, più virile, più attraente. Inoltre li (ci) hanno convinti che la sigaretta è una risorsa plurivalente. Sei nervoso? Fuma che ti calmi. Sei depresso? Fuma che ti tiri su.

I meccanismi psicologici, quindi, sono alla base di quella che è una vera e proprio dipendenza, più mentale che fisica. La nicotina induce assuefazione, ma è anche vero che dopo 3 giorni (così viene affermato nel libro) il bisogno fisico di fumare è praticamente scomparso. Rimane invece il bisogno psicologico, quello più duro da combattere. L’arma fornita dal libro è sostanzialmente una: ogni volta che il fumatore sente il bisogno di fumare, deve vedere la sigaretta come un nemico. In quanto tale, decidere di non accenderla equivale ad averlo sconfitto, e per questa vittoria dobbiamo esultare. Il piccolo mostro ha perso, e insieme a lui ha perso anche il grande mostro (le multinazionali). Con il “METODO DELLA RAGIONE”, così l’autore lo definisce, si arriva a capire che la sigaretta non è un sistema idoneo a migliorarci la vira, sia quella sociale che quella intima e psicologica, come invece ci hanno voluto far credere fino ad ora.

In altri capitoli affronta i sostituti della nicotina, spiegando come anch’essi a poco servano. Ripete costantemente che la nicotina è l’ultimo dei problemi. Prestissimo ci liberiamo del desiderio della sostanza, non altrettanto dell’oggetto che la sigaretta (ma anche pipa e sigaro) rappresentano nella nostra vita. Una specie di protezione contro lo stress, in pratica.
Consiglia la lettura del libro anche ai familiari della persona che sta tentando di smettere, fornendo anche a loro utili consigli su come coadiuvare tale cammino. Un esempio? Non congratularsi troppo, ma nemmeno gridare se ci si accende una sigaretta. Non serve, è irritante, e fa fumare di più.

Tornando al tema delle malattie legate al fumo, queste vengono affrontate in un capitolo apposito, sul quale però l’autore pone l’avvertenza di leggerlo solo alla fine. Un altro consiglio che dà è di non smettere di fumare fintanto che la lettura del volume non sia stata completata. A quel punto, possiamo decidere se continuare o smettere. Non impone, quindi, in contrapposizione con le multinazionali del tabacco che subdolamente, con messaggi subliminali lo hanno fatto. In tal senso descrive esempi che sono sotto gli occhi di tutti. A partire dal cinema (basti pensare ai film con Humprey Bogart), alle pubblicità anche non di sigarette che però mostravano immagini rilassanti accompagnate da un fumatore che placidamente si godeva un buon bicchiere e un “buon sigaro”.

Il metodo, definito “EASYWAY”, prevede anche, se necessario, il supporto da parte di persone opportunamente preparate. Si tratta di incontrare costoro e discutere “de visu” su ciò che il libro dice, applicando il “metodo della ragione” in contrapposizione a quelli esistenti (forza di volontà, destinata a fallire nella maggioranza dei casi, e ricorso a succedanei o sostitutivi, anch’essi posti sotto accusa).
Tali incontri avvengono, da quel che ho capito, un po’ in tutto il mondo. Non avendo approfondito la cosa soprassiedo a ulteriore parere. Le informazioni sono facilmente accessibili on line. Alla fine del libro sono elencati tutti i centri “
EASYWAY ALLEN CARR” presenti nel mondo, così da dar modo a tutti di accedervi. In ultima pagina c’è un buono sconto che va presentato al centro. Permette, partecipando a uno degli incontri, di recuperare il costo del volume. Volume che 6 anni fa ho pagato 10 Euro.

Il libro in molte parti è ripetitivo, quasi a voler fare un “lavaggio del cervello” al contrario. Lavaggio del cervello che in anni e anni di sollecitazioni subliminali le multinazionali del tabacco hanno operato sulla nostra mente. In alcune parti non nascondo che è noioso, e che viene voglia di chiuderlo a abbandonarlo. A maggior ragione per il motivo fondamentale, nel mio caso. Non mi ha aiutato a smettere, pur convincendomi che le tesi di Carr sono tutte vere, giuste e condivisibili.

E ALLORA PERCHE’ NON HO SMESSO?


Letto e riletto, trascritto, niente da fare. Allen Carr ha ragione.
C’è un “però”, letto praticamente all’inizio del libro, che ha posto un muro invalicabile. Non so se comunicarlo, perché molte persone che conosco sono riuscite a smettere proprio leggendo il libro. Non vorrei creare danni a chi intende provare il metodo descritto nel volume.

Facciamo così: assumendovene la responsabilità, chiedetemelo in privato, e ve lo dirò. Il pensiero che tale affermazione ha in me suscitato è stato: “E si, però così è troppo facile. Tu (Allen Carr) hai smesso così, e adesso ci dici di fare cosà”.

Gli attacchi giustissimi a questi venditori di fumo sono condivisibili, tanto più che nel libro leggeremo anche di processi avvenuti negli USA contro le multinazionali, testimonianze di ex fumatori e via dicendo. Ma, quella frase su di me ha avuto un effetto negativo, annullando la possibilità di farmi fare questo contro lavaggio del cervello. Potrebbe anche darsi che io abbia trovato l’ennesima scusa per non smettere, attribuendo a tale affermazione un significato tale da darmi l’ennesimo alibi. Ma tant’è, io fumo ancora.

ALLEN CARR

È facile smettere di fumare Allen Carr
Chi è lo spiega all’inizio del libro: un ex fumatore incallito. Londinese (1934- 2006), la prefazione al volume è la sua biografia. Ripercorre la dolorosa morte del padre, sempre per cancro ai polmoni all’età di 45 anni. Fumatore egli stesso, confessa di essere arrivato a fumare ben 100 sigarette al giorno, nascondendosi anche dalla moglie. E un bel giorno, dopo averle provate tutte, accade che… e qui c’è il punto che a me ha fatto mettere in discussione tutto il libro…

Riprovo, magari supero quell’affermazione… passatemi un pennarello nero, la censuro.

Se l'articolo ti è piaciuto puoi condividerlo 🙂Share on Facebook1Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Pin on Pinterest0

2 pensieri su “È facile smettere di fumare Allen Carr”

  1. Te lo chiederò in privato… 🙂 però sono convinta di una cosa il fattore più determinante in assoluto per smetttere è la forza di volonta, e la vera voglia di smettere alla fine ogni fumatore non ha, in fondo in fondo veramente nessuno di noi ha voglia di smettere , poi lo dici anche tu la nicotina induce assuefazione, e che dopo 3 giorni il bisogno fisico di fumare è praticamente scomparso (questo è vero l’ho visto quando ha smesso mio marito), resta il bisogno psicologico. Io non ci ho mai provato a smettere ma ci rifletterò (non mi voglio prendere in giro da sola )… 🙂 ciao

I commenti sono chiusi.