Mizuno running Wave Vitality 2 W

Mizuno running" Wave Vitality 2 W Mizuno running Wave Vitality 2 W 

Ormai le mie scarpe erano diventate vecchie, e quindi me ne sono regalata un paio nuove della stessa marca con la quale mi sono trovata benissimo in passato, la MIZUNO.
Nello specifico ho preso una scarpa “running” Wave Vitality 2 W (W sta per woman, donna): una 38, considerando che per le scarpe “normali” indosso un 37 e mezzo, pagandola tra l’altro 59,90 in offerta contro un prezzo di listino di 84.

DESCRIZIONE ED ESPERIENZA, tutto insieme – Wave Vitality 2 W

Io non sono una che corre decine e decine di chilometri, e tra l’altro ritengo di poter dire che per persone aventi la mia struttura fisica (leggera) e passo neutro, spendere cifre alte per le scarpe non sia realmente necessario. Diverso è il discorso, quindi e per chiarezza, per persone con fisico diverso dal mio e/o con problemi di passo descritti all’inizio (vedi pronazione e supinazione). Questa specifica è per chiarire, sperando che la maggioranza legga, che non a tutti  queste scarpe possono essere adatte.
Mizuno running Wave Vitality 2 W
Le Mizuno Wave Vitality 2 W, che sono Made in Vietnam, si confanno al mio piede perché hanno una pianta sagomata perfetta per il mio piede, ma anche la parte dell’allacciatura che è comoda e a me non comprime affatto sul collo del piede, anche stringendo i lacci al massimo (ovviamente intendo al massimo della tollerabilità). Quando si corre, infatti, è bene che la scarpa non si muova attorno al piede, ma che lo tenga ben saldo all’interno per evitare fastidi da attrito e compromissione del passo stesso. ho visto correre gente con scarpe che sciacquavano al tallone, e non c’è niente di peggio, credetemi. E queste Wave Vitality 2 W non hanno deluso le mie aspettative.

Leggerissime, in tela di nylon argento, con inserti di rinforzo sintetico in argento e azzurro e logo del marchio in celeste lucido. Si chiudono con i lacci, scelta decisamente migliore rispetto a quelle col velcro, per quanto riguarda la corsa, perché ogni intersecazione dei lacci si può regolare in base alla struttura del piede.

Mizuno running Wave Vitality 2 W

La soletta (o intersuola che dir si voglia) è bianca, realizzata in vari strati e con inserti a identificare i vari punti di appoggio e ammortizzatori nel tacco degli stessi colori, azzurro e celeste.
La suola è nera, e come per tutte le suole Mizuno è formata da uno strato in carbonio, quindi resistentissima (insieme all’intersuola multistrato concorre quindi a ridurre ulteriormente traumi); è attraversata da linee di demarcazione che servono ad indicare, nel caso, le anomalie di appoggio. Controllando tali linee, dopo un uso continuativo, si può vedere come e se le stesse sono state consumate. Perfettamente antiscivolo, aderisce anche su terreni sconnessi, cosa che ho constatato in più di un occasione: sia su terra, che su pavimentazioni scivolose.

Al centro del tallone (o tacco) c’è un foro di decompressione presente in tutte (o quasi) le scarpe running, che serve proprio a non affaticare il tallone durante la falcata. Si corre tallone – punta, e non al contrario.
La punta è a salire, permettendo una ottima flessione del tarso, facendo sì che le dita dei piedi non risultino intrappolate ma che anch’esse concorrano alla corsa (o al passo). È parzialmente coperta dalla suola, proprio perché in flessione può toccare facilmente il terreno. Tutta la scarpa è estremamente flessibile e morbida, si piega completamente. L’arco plantare è anch’esso sostenuto.
Mizuno running Wave Vitality 2 W
All’interno sono imbottite fino al calcagno, con tela morbida azzurra. Altrettanto morbida e comoda la linguetta, che resta ben ferma al suo posto. Il resto del piede è libero, in modo che non si scaldi eccessivamente ma che, anzi, riesca a traspirare (e questa in estate è cosa buona e giusta). È bene, però, indossare le scarpe da ginnastica, da corsa, da fitness, da quel che vi pare, SEMPRE con un calzino in cotone.

La soletta interna è perfettamente fissata, molto spessa e morbida, e non vi accadrà mai l’inconveniente di vederla muoversi. Nel caso abbiate bisogno di soletta aggiuntiva tenetene conto in fase di scelta della misura della scarpa.

Le uso ormai da qualche mese con estrema soddisfazione, sia per correre, che per fare la “camminata veloce”, ma anche quando so che devo fare le mie passeggiate a caccia di monumenti e bellezze della natura. Devo dire che in piena estate, come si può ben immaginare, il piede tende a scaldarsi, ma devo anche dire abbastanza meno rispetto ad altre scarpe simili, il ché è, per quanto mi riguarda, un buon segno.

La mia schiena riesce a rimanere in linea con l’asse longitudinale del bacino, permettendomi di ottenere il massimo dell’equilibrio. Io corro con le ginocchia leggermente piegate (evito infatti l’iperestensione dei fasci muscolari per non danneggiare le articolazioni) e evito anche di saltellare e di “ballonzolare” durante la corsa, mantenendo il più possibile i piedi aderenti al terreno, quasi in scivolata. In questo modo si evitano contraccolpi proprio a carico delle vertebre. Sostiene perfettamente la mia caviglia, tanto che sembrano fatte su misura per il mio piede.

La durata della scarpa, in termini di resa in running, è relativa a quanti chilometri si percorrono, ma anche alla sollecitazione che la stessa riceve. Con il mio passo neutro e con l’uso che ne faccio io, posso dire che arrivano a durare un anno. È bene controllare, SEMPRE, lo stato di usura della scarpa da corsa dopo almeno 3 mesi di utilizzo. Nel caso, è possibile usare la scarpa anche per il normale fitness da praticare in palestra, data la sua stabilità, conformazione, leggerezza. Si presta infatti all’esecuzione di esercizi di vario genere, dove richiesto dall’allenamento stesso, per la sua ottima flessibilità e capacità di contenere il piede.

E qui rinnovo, per l’ennesima volta, il consiglio: non comprate scarpe sportive solo perché vanno di moda, ma cercate di scegliere quelle che maggiormente si adeguano alla vostra anatomia. E ribadisco, a scanso di contestatori dell’ultimo minuto, che queste sono perfette per IL MIO PIEDE che appoggia in neutralità e PER IL MIO FISICO, leggero e asciutto.

Detto questo, se provandole vi trovate bene, non posso che consigliarvi l’acquisto, visti anche i prezzi competitivi che il marchio propone e la qualità generale dei prodotti. Se poi andate a fare un giretto in qualche outlet o approfittate di qualche vendita promozionale, meglio ancora. Non siate fissati con le mode, pensate alla salute dei piedi e della schiena.

L’invito, quindi, è a porre attenzione alle proprie esigenze e individualità ogni qualvolta si sceglie una scarpa running. Non sono tutte uguali e ciò che va bene per me, può non andare bene per altri. Nel caso però non conosciate il marchio MIZUNO, vi fornisco qualche dato.

***La non facile scelta***

La scelta delle scarpe da corsa non è facile. Occorre stabilire, individualmente, come il piede poggia a terra. Esistono sostanzialmente tre parametri per tale appoggio: supinazione, pronazione e neutralità. La supinazione si ha quando il piede poggia all’esterno, la pronazione quando tende a ruotare all’interno, e la neutralità quando il peso viene scaricato su tutto il piede, a partire dal tallone. Inoltre si deve considerare il peso dell’atleta, e le finalità intrinseche dello stesso. gareggiare, oppure fare sport per diletto. Io sono una che ha appoggio neutro, che pesa 52 chili per un’altezza di 1,65 cm, che corre per diletto e per mantenere la salute (anche se qualcuno non crede ai miei sistemi di cura). Fumo, e lo sa anche chi mi rompe l’anima, e fare attività fisica mi aiuta parzialmente a disintossicarmi, in attesa che qualcuno metta a punto una lobotomia per asportare la parte di cervello legata alla dipendenza (tale è) dalla nicotina. Una cosa è certa, però: ho molto più fiato, resistenza fisica alla fatica e capacità polmonare io, nonostante il fumo e la mia bella età, di tanti giovani sedentari e sovrappeso. E questo grazie allo sport praticato con regolarità.

QUALCHE INFORMAZIONE SUL MARCHIO

Mizuno esiste fin dal 1906. Fondata in Giappone, ad Osaka, da Rihachi Mizuno con lo scopo di produrre abbigliamento sportivo dedicato al baseball. Con il figlio si dedicheranno man mano ad altri sport, mettendo a punto abbigliamento e attrezzi dedicati al tennis, al golf, all’atletica, al calcio. Negli anni ’50 l’azienda apre al mondo americano e londinese. Negli anni successivi brevetta la tecnologia Wave Vitality.
Mizuno è sponsor di parecchi atleti e squadre impegnate in vari sport, ma la cosa che mi preme sottolineare è la filosofia che la contraddistingue: impegno per ridurre al minimo l’impatto ambientale della sua produzione (nel 1992 lancia il progetto “Crew 21” (acronimo che sta per “conservation of resources and enviroment wave – conservazione di risorse e sviluppo – wave= onda) e per tutelare i diritti dei lavoratori. Ottiene, prima azienda in Giappone, la certificazione ISO 14001 nel 1997.

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