MTB Orbea Maxflow

MTB Orbea Maxflow

Eccomi a parlarvi della mia MTB, una Orbea MaxFlow edizione 2010 (ogni anno ne propongono di nuove).

La mia amica di avventura

Maxflow Orbea

Avevo una vecchissima MTB, con la quale riuscivo a scatenarmi lo stesso ma, data l’età che avanza inesorabile, cominciavo ad accusare i problemi legati ai contraccolpi, sulla schiena. Salta di qua e salta di là, si prendono belle “caracche”, sui terreni sconnessi!

Andai dal mio ciclista, con una somma stanziata da spendere (1200 Euro) e le caratteristiche che la mia bici doveva avere e mi feci consigliare da lui. Mi propose questa MTB Orbea Maxflow (Orbea è una marca Spagnola), prendendo prima la misura della mia altezza, e della lunghezza delle gambe. Scelse, per me, la 17 pollici (la più piccola). Una bella bi-ammortizzata bianca.

Fu una delizia inforcarla la prima volta, e rendermi conto di come sta aggrappata a terra, di come riesce a derapare, e di come, cambiando rapporto velocemente, riesce ad affrontare arrampicate serie come pure le discese “ardite”. Ovvio che il motore siamo noi, ma vi garantisco che scendere dalla vecchia per salire su questa ha rappresentato il vero e proprio salto di qualità.

Mi fu consegnata insieme al libretto di garanzia, quello di manutenzione e caratteristiche tecniche di ogni componente della bici  e mi fu dato anche il CD contenente lo stesso materiale. Inoltre il rivenditore mi consigliò di registrare la bici sul sito ufficiale Orbea per attivare la garanzia. Ogni bici ha un numero unico, identificativo (una specie di targa, se vogliamo) e attraverso quello si attiva, appunto, garanzia e assistenza. Arrivata a casa, ovviamente, lo feci subito.

Partiamo con le caratteristiche, che descriverò man mano avvalendomi dell’esperienza maturata con l’uso.

**FORCELLA ROCKSHOX con AMMORTIZZATORE TORA 302 AIR DISC **

Maxflow Orbea
Forcella

La forcella, che da sola costava, a marzo 2010, più di 400 euro, è la parte fondamentale di una buona MTB. E’ quella che permette il maggior controllo sulla guida e deve essere affidabile al massimo (stiamo parlando di resistenza agli urti e capacità di assorbire i colpi). Ne ho viste, di mountain bike, nel corso degli anni, spaccate con i ciclisti seriamente feriti. Vi dico solo che questa è garantita per sempre.

Funziona ad aria compressa (meccanismo idraulico) e olio. Ha una leva, sull’asse di destra, che permette l’esclusione dell’ammortizzatore se ci troviamo su strada, ma consiglio di lasciarla sempre attiva, perché le asperità si possono sempre trovare e cadere in una buca con gli ammortizzatori attivi ci salva da eventuali cadute.

Maxflow Orbea

La pressione degli ammortizzatori si può regolare accedendo all’area dedicata rimuovendo i tappi di sicurezza e gonfiando fino a raggiungere il livello di pressione desiderata. Io non faccio mai questa operazione da sola, che il rischio reale è quello di causare danni seri alla forcella. Semplicemente, ogni 6 mesi la porto dal mio ciclista, il quale la sottopone a tagliando completo. Finora è andato tutto perfettamente, e intendo continuare così.  Io mi limito a tenerla pulita, passando il compressore per eliminare la polvere (ce l’ho, meno male) o semplicemente spolverandola, senza usare altro. Evitate come la peste sostanze grasse o lubrificanti in generale: non servono e, soprattutto, possono penetrare all’interno delle canne di alloggiamento e creare danni seri alla struttura. Terra e grasso formano una pappa micidiale, dalla quale è bene star lontani.

Come avrete capito, è decisamente diversa dagli ammortizzatori a molla. Questi li sconsiglio vivamente, perché troppo spesso sono di scarsa qualità, e si otterrebbe solo l’andatura “ondulante”, a balzelloni, limitando velocità e controllo della bici. Una specie di moto perpetuo: basta un piccola buca, e si comincia ad andar su e giù, come su un pallone “canguro”.

**AMMORTIZZATORE  X FUSION O2 PRIME**

Maxflow Orbea
ammortizzatore

Il telaio delle MTB bi-ammortizzate presenta delle notevoli differenze rispetto a quello delle bici normali, proprio a causa del dover posizionare l’ammortizzatore: è più “compatto, accorciato, e deve avere una sorta di collegamento fra il “carro” (asse diagonale e longitudinale della ruota posteriore) e la canna trasversale sulla quale si fissa la forcella. Nel mezzo di questa struttura si posiziona l’ammortizzatore, in questo caso è ovviamente orizzontale. Alcuni li montano in verticale, sotto la canna della sella e il carro posteriore. Io preferisco questo: saltando con forza sulla bici si ha proprio la sensazione di perfetta tenuta della “botta”, che è secca, non continua il “balzellon balzelloni”. Ammortizza, quindi, ma non limita la manovra. E la schiena (e il sedere) ci ringraziano…!

Tecnicamente si tratta di un ammortizzatore a molla con resistenza idraulica, alimentato da aria e olio. Ovviamente non l’ho aperto (e ci mancherebbe altro) ma lo si può vedere attraverso il disegno sul manuale d’uso in dotazione alla bicicletta.

Anche questo può essere escluso, se si pedala su strada. In questo caso lo faccio, quando capita, perché mi è sufficiente l’ammortizzatore anteriore. Basta azionare la levetta di esclusione. Anche questo si può “ricaricare” attraverso la rimozione del tappo e gonfiandolo di aria, ma ci pensa sempre il rivenditore, in sede di “tagliando”.

Anche questo va tenuto pulito dalla polvere e dalla terra, semplicemente spolverandolo, senza ulteriore lubrificazione (vedi quanto scritto sulla forcella).

**SISTEMA FRENANTE  SHIMANO BR-M486 BIANCO**

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Si tratta di una coppia di freni a disco, idraulici, alimentati ad olio (i vani di alloggiamento dell’olio sono ai lati del manubrio).

Immagine

Che dire? E’ proprio un’altra cosa, frenare in sicurezza. La bici si blocca istantaneamente al minimo tocco, ed è utilissimo quando mi trovo a percorrere discese ripide, magari con sassi e dossi, e devo schivarne qualcuno di “importante”. Mi metto in piedi, freno, salto e riparto… come mi diverto, nemmeno ve lo immaginate!!!! Non sono proprio ai livelli del Brumotti, ma…aho, je l’ammollo! :D!

La manutenzione è come sempre la stessa: spolverare, NON usare lubrificanti, ma nel caso solo alcol isopropilico. Attenzione a non aprire in autonomia i vani di alloggiamento del liquido dei freni: è corrosivo, e potrebbe creare danni alla pelle e alla bici. Ogni tanto pulire i perni con lubrificante sintetico, e verificare lo stato delle pastiglie. Ovviamente, anche dei dischi dei freni, che si usurano con l’uso.

Evitate anche di toccare i freni: sono taglienti e, dopo l’uso prolungato, si scaldano, addirittura. Insomma, fate fare la manutenzione a chi se ne intende e sa dove mettere le mani. Occhio ai bambini, curiosi per natura. Una volta avevo parcheggiato la bici nei pressi di una fontanella, per andare a bere. Mi sono girata e ho visto un bimbo che stava ficcando le piccole dita proprio nei freni. Ho lanciato un urlo disumano, tanto che la madre, lì per lì, mi ha detto: “E che sarà mai, mica te la rovina”, decisamente stizzita. Spiegandole cosa poteva accadere, mi ha subito ringraziata. Meglio un urlo dissuasore e spiegazioni successive, che la corsa al pronto soccorso per eccesso di gentilezza!

** CAMBIO SHIMANO DEORE SHADOW**

Cambio
Cambio

Shimano è una garanzia. Penso conosciate tutti la validità del marchio (anche la catena e i deragliatori, anteriore e posteriore, come pure la pedaliera sono dello stesso marchio).

I rapporti sono 10, col risultato delle varie combinazioni arrivano ad essere, effettivamente usufruibili, 24 in tutto.

Il rampichino (il rapporto che permette di affrontare salite ripide) è clamoroso. Ovviamente, il numero delle “marce” dipende dai pignoni anteriore e posteriore.

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Interessante la scelta delle leve per cambiare passo: sono 4 (due per lato) sono poste non sopra il manubrio, ma verso il ciclista e sotto il manubrio.

Immagine

Specularmente, con la leva superiore destra aumenteremo la resistenza e con quella sotto la diminuiremo, mentre con quelle di sinistra sarà esattamente il contrario (proprio come i cambi a leva normali). Questo sistema presenta dei considerevoli vantaggi, il primo dei quali è quello di preservare le leve da danni derivanti dagli urti, visto come sono posizionati. Se ci abbandona il cambio, sono dolori!

**RUOTE MAVIC X317 DISC E PNEUMATICI HUTCHINSON TORO ASIA 26’ X 15**

Le ruote sono, a detta degli specialisti, tra le migliori in circolazione. Hanno la struttura rinforzata, e sopportano sollecitazioni notevoli.  A marzo saranno, nel mio caso, tre anni di utilizzo “aggressivo”, e non ho mai subito ovalizzazioni.

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I copertoni sono stati scelti tra le marche più note ed affidabili: Hutchinson è una garanzia, soprattutto quando si pedala su percorsi accidentati, e  c’è bisogno di star ben ancorati al suolo. Mi è capitato spesso di volare via, con l’altra bici. Con questa, mi posso permettere cose che prima non potevo assolutamente affrontare. Sono delle 26, e la pressione consigliata è pari a 15 atm. Qui la manutenzione è semplice e alla portata di tutti. Basta gonfiarle, quando serve…!

**PEDALIERA SHIMANO M361 22x32x42 W/PR **

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La pedaliera, altra componente soggetta a danni e rotture, garantisce la massima prestazione e la massima resistenza. Non si spacca, nemmeno saltandoci sopra a piedi pari. Ho scelto il pedale senza tacchetti (per intenderci quello con il perno sul quale bloccare la scarpa, ovviamente adatta), perché preferisco sapere di poter poggiare i piedi a terra non appena mi è necessario. Succede, con l’altro sistema, soprattutto ai mountain biker, di rimanere con le scarpe attaccate ai pedali, e di rovinare a terra, mentre si affronta un tratto di percorso problematico.

**NOTE GENERALI**

Il telaio è tutto in alluminio, e il peso totale della bici è di 14,3 kg. La potrei alleggerire sostituendo il manubrio con uno in carbonio, che pesa pochissimo. Altri componenti no, ovviamente, che sono tutti ultraleggeri. Paragonata a marchi commercialmente più noti (di cui non farò i nomi, ma gli intenditori sanno di cosa parlo) direi che 1200 euro, assemblaggio compreso, è un prezzo decisamente accattivante,  Lo so, molti non appassionati staranno pensando che costa molto, ma vi garantisco che, per chi invece ama le MTB (e gli “scapicolla menti da scavezzacollo”) con questa bicicletta il divertimento è assicurato, come pure la resistenza alle sollecitazioni e alla comodità di guida e controllo. Se passate dalle mie parti avvisatemi, vi faccio fare un giretto di prova… in pineta, su una pista mica male…!

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Un pensiero su “MTB Orbea Maxflow”

  1. Alla faccia, che bella bici questa Orbea Maxflow, complimenti davvero! E devo dire che il prezzo è accattivante se paragonato a altre marche.

I commenti sono chiusi.