Babelfish Gino Pitaro

Babelfish [racconti dall’Era dell’Acquario] Gino Pitaro

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Nei 6 racconti del libro “Babelfish” di GIno Pitaro vite diverse si intrecciano, in luoghi diversi nel mondo (Roma, Ginevra, Londra…), a formare un unico messaggio di fondo: ogni protagonista non si ferma mai alla superficie delle cose che gli accadono, ma cerca sempre di scavare nel profondo, intimo significato della realtà che sta vivendo: la ricerca del dettaglio che spieghi il perché e, trovatolo, si possa girar pagina e andare oltre.

Racconti caratterizzati da una apparente amarezza ma, proprio in forza del dettaglio trovato, i protagonisti hanno la forza di continuare il loro percorso da “nomadi esistenziali” senza lasciare dietro di sé inutili rimorsi o le cosiddette “occasioni perse”. Il loro vagare nell’esistenza a un certo punto si ferma, magari su una spiaggia in Costa Azzurra osservando un bimbo con un aquilone, devono fare il punto su quanto vissuto fino a quel momento, cercare un filo conduttore che spieghi come sono arrivati fin lì, e decidere se restare o riprendere il cammino con nuova consapevolezza. L’esistenza come addivenire volontario, e non solo una successione di eventi che non si possono controllare. Il dialogo interiore è profondo e fa riflettere il lettore.

Babelfish è un traduttore universale, un vero e proprio pesciolino, ideato da Douglas Adams per la serie di libri “Guida galattica per gli autostoppisti”. Nomadi anch’essi, come i protagonisti dei racconti del libro di Pitaro.

E a un certo punto le domande…

Succede ad ognuno di noi, durante la lettura di determinati libri, di chiederci se le storie narrate dall’autore siano frutto di fantasia o di esperienze vissute in prima persona o da chi l’autore ha incontrato lungo l’arco della vita. Questo è ciò che è successo a me leggendo Babelfish, di Gino Pitaro. E allora proprio a egli mi sono rivolta per avere le risposte che cercavo.

Gino, gentilmente, ha parlato con me rilasciando quella che ha definito, suscitando in entrambi uno spontaneo divertimento, “mini intervista” che qui pongo alla vostra attenzione.

Gino, come hanno preso corpo, nella tua mente, i racconti?

I racconti sono stati concepiti e scritti in continuità, successivamente all’uscita del mio primo romanzo ‘I giorni dei giovani leoni’. Li ho elaborati nell’arco di dodici mesi, da metà del 2011 a metà del 2012. Quando scrissi il primo non pensavo a una raccolta, ma poi sono venuti dietro l’uno dopo l’altro. Certo, la stesura non è stata sempre immediata rispetto al concepimento avvenuto nella mia mente, sia perché ero immerso a seguire il mio primo libro, sia per altri impegni. Nella attuale edizione manca un racconto, che spero possa far parte di una prossima edizione, anche all’estero, vedremo.”

Quanto c’è, se c’è, di autobiografico, nei racconti, e quanto preso da esperienze altrui, o sono frutto della fantasia?

Tutti i racconti mi appartengono, fanno parte del mio immaginario e di come io vedo e sento la vita. Ogni cosa però è un continuo movimento, un cambiamento, un aprirsi alle novità. Il nuovo si palesa spesso quando noi siamo pronti a raccoglierlo, quando abbiamo una mente aperta. Non è sufficiente viaggiare per aprirsi, ma lo può essere il nostro grado di accoglienza. In definitiva non mi piace però sezionare la narrazione, ovvero penso che sia una prerogativa della letteratura, un suo fascino, ovvero quello di creare una realtà altra che spieghi meglio e più a fondo ciò che ci appartiene. La letteratura genera libri e quindi condivisione, interazione, le cui conseguenze positive possono essere molteplici. Il lettore sostanzialmente deve avere la coscienza che ciò che legge sia vero, corrisponda a una sincerità espressiva, emotiva e al vissuto dell’autore, secondo tutti i sensi possibili.”

Parlami della casa Editrice, l’Ensemble che, in verità, non conoscevo prima di incontrarti.

Sono molto soddisfatto della Ensemble, una realtà di amici oltre che una seria casa editrice.
La Ensemble non è una casa editrice a pagamento ed è attiva su tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Comprare un libro della Ensemble significa sostenere una casa editrice sana, dinamica, che crede negli autori e nella cura del libro.
La Ensemble inoltre cura anche la poesia ed è capace di avere uno sguardo aperto a tutte le proposte.
La Edizioni Ensemble, come da consuetudine, è presente anche sui social network,
(qui segnalo la pagina Facebook, nello specifico – ndr-) come anche uno dei webmagazine collegati, cioè Patria Letteratura.”

Riconoscimenti della critica

Il libro ha avuto parecchi riconoscimenti: ha vinto il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata III edizione (Il Musagete ) – per la sezione narrativa -, il premio speciale “antologia” Caterina Martinelli II edizione, il il premio di giuria per la narrativa edita del Concorso Nazionale di Narrativa e Poesia Città di Parole, III Edizione – patrocinato dalla Città di Firenze – e il premio Libri di Morfeo (4° posto) Città di Siracusa.

Note biografichebabelfish gino pitaro

Gino Pitaro nasce a Vibo Valentia il 7 luglio 1970. Redattore e articolista freelance, documentarista indipendente; il suo primo libro, “I giorni dei giovani leoni”, viene pubblicato nel 2011 dalla ASE, che risulta essere una delle opere underground più lette nel 2012. L’autore è presente su Facebook

Babelfish – i racconti dell’Era dell’Acquario è disponibile nelle maggiori librerie (Arion, una fra tutte), ma anche on line sia in versione ebook che in versione cartacea: Amazon, Il Libraccio, IBS.

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Un pensiero su “Babelfish Gino Pitaro”

  1. Mi affascina questo percorso di “nomadi esistenziali” leggerò questo libro mi hai incuriosito tanto… grazie!
    p.s. Mi piace questa tua veste da intervistatrice! anche se “mini ” 😀

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