Confessioni di un codardo- C. Bukowsky

Confessioni di un codardo- C. Bukowsky

Confessioni di un codardo- C. Bukowsky libro

Recensione del libro e ricordo di un amico

Chi ama Charles Bukowsky non può perdersi la lettura di questo libro.  In “Confessioni di un codardo”  ci racconta, col suo inconfondibile stile, la frustrazione di due sposi, Henry e “lei”, (non verrà mai citato il nome della moglie) senza denaro e con una squallida casa in cui vivono una altrettanto squallida vita, mentre al loro uscio bussano di continuo i creditori. Lui è un incallito scommettitore alle corse dei cavalli, molto spesso sfortunato. Riesce, una volta, a imbroccare la vincita grazie a una donna sconosciuta e molto, molto provocante.

Bukowsky non fa il nome della moglie del protagonista perché ci deve dare l’esatta sensazione del sentimento del marito. Lo fa in un modo straordinario: fa trovare ad Henry un foglietto accartocciato, scritto proprio da “lei”, che dice:

<< Mio marito è un poeta pubblicato nelle antologie con Sartre e Lorca;

scrive di follia e di Nietzche e Lawrence,

ma di me cosa ha scritto?

Lei legge fumetti

E vuota l’immondizia

E fabbrica cappellini

E va a messa alle 8 del mattino

Sono anch’io una poetessa e un’artista, dicono alcuni critici perspicaci,

ma mio marito ha scritto su di me:

legge fumetti…>>

Ovviamente, la donna sa che il marito tutto è meno che un artista, lo deride, come lui deride lei..

L’uomo, stanco della vita, pensa anche al suicidio. Ha quasi deciso, ma il destino gli riserva una sorpresa: riuscirà quasi a sventare una rapina in un ristorante, cosa che gli procura un lavoro nel locale. Qui assisterà lo svolgersi delle vicende di alcuni personaggi, sempre dei bassifondi (sempre la stessa umanità “plebea” alla quale l’autore è legato): un protettore che vendica le sue “donne”; un vecchio divo succube della donna che si prende cura di lui…12 storie che narrano dell’America che non conosciamo, quell’America che tenta di nascondere se stessa dietro i paraventi del perbenismo.

In ricordo di Andrea

Conservo un ricordo molto duro, legato a Bukowsky: quello di un amico dell’università (avevo 25 anni, lui 23) con una storia alle spalle davvero dura, che tentava di sopravvivere al dolore cercando di essere ciò che non era. La sua ambizione era di diventare come Charles Bukowsky…attraversare le asperità dell’esistenza così come faceva “Chinasky”.

Passavamo ore a parlare della vita, di come fare a sopravvivere al dolore, di come riuscire a diventare forti abbastanza per non farci sbattere giù dalla cattiveria..ma vi devo raccontare cosa ha minato la personalità di Andrea. I genitori decisero di uccidersi quando lui aveva 3 anni, aprendo il gas. Lui fu salvato per miracolo…i genitori volevano portarsi via anche lui.

Fu allevato da una zia, che viveva qui a Roma, ma crebbe con questa grande, enorme pietra sul cuore:

I miei mi volevano uccidereche senso ha la vita?”.

Voglio essere come Bukowsky, imperturbabile, qualsiasi cosa accada”…

Andrea mi prestò, poco prima di Natale, un altro libro del “nostro Charles”: “Shakespeare non l’ha mai fatto”. Non ebbi bisogno di promettergli che l’avrei letto durante le vacanze natalizie e che glielo avrei restituito. Ci facemmo gli auguri di buone feste, e ci demmo appuntamento subito dopo la Befana. Andrea era in partenza, andava da alcuni parenti dei genitori nella regione di origine.

Qualche giorno dopo Capodanno mi telefonò Fabrizio, un altro compagno di studi:

Andrea è morto”…lo trovarono impiccato…

Non ce l’ha fatta, ad essere come Charles…io quel libro te lo volevo ridare, e avrei avuto tante cose da dirti, in merito…ma non ti preoccupare, lo conservo io…ce l’ho io, il tuo libro. Un bacio, amico mio.

 

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2 pensieri su “Confessioni di un codardo- C. Bukowsky”

  1. Libro grandissimo, e storia toccante quella che racconti. Chissà cosa ne avrebbe pensato il vecchio Charles..

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