L’amico ritrovato Fred Uhlman

L’amico ritrovato Fred Uhlman

 

L’amico ritrovato di Fred Uhlman è un libro di 92 pagine, breve e da leggere tutto d’un fiL'amico ritrovato Fred Uhlmanato. Non lo si può definire “romanzo”: forse la definizione giusta è “novella”.  Da tenere presente che l’autore scrive in base a dei ricordi personali.

**TRAMA**

Il volume  parla dell’amicizia nata fra i banchi di scuola  tra due ragazzi in età adolescenziale, a Stoccarda: uno, appartenente a una ricca famiglia aristocratica (“Konradin, conte di Hohenfels, nato a Burg Hohenfels, nel Wuttemberg, il 19 gennaio 1916“, così esordisce il ragazzo quando viene presentato ai suoi compagni di classe -cit pag 14); l’altro è figlio di un medico ebreo, Hans Schwarz,che è anche l’io narrante della novella. Il tutto avviene durante l’ascesa e presa di potere del partito nazista, in Germania. Potete bene immaginare cosa purtroppo dividerà i due ragazzi: l’ideologia. 

L’aristocratico giovanotto pare non voler intrattenere alcun tipo di rapporto che possa andare oltre la normale convivenza nell’aula scolastica, intrattenendosi in brevi scambi con gli altri compagni, ma senza mai approfondire alcun dialogo. Hans, sempre più incuriosito e affascinato dal distacco niente affatto altezzoso del ragazzo (il narratore parla di timidezza e riserbo) decide che Konradin sarebbe dovuto diventare un suo amico. Lui, così diverso, ben vestito, curato nei dettagli. Hans, con le mani perennemente macchiate di inchiostro della stilografica…

Sarà Konradin a rivolgere la parola ad Hans, invece. I due ragazzi diventano amici, ma qualcosa che va oltre la loro affinità continua a dividerli: i genitori del primo non vedono di buon occhio il fatto che il loro ragazzo frequenti un amico ebreo. In particolare, la madre nutre odio profondo antisemita. Konradin, infatti, pur di frequente invitando, ricambiato, Hans a casa sua, non gli presenterà mai i genitori.
una sera, a teatro, avviene l’episodio che incrina il rapporto: i due si incontrano, ma Konradin, che era in compagnia della sua famiglia, finge di non conoscere Hans. L’affermarsi del nazismo produce il resto.
La vita scolastica, per Hans, ormai visto solo come un ebreo, peggiora, tanto che diventa oggetto di scherno da parte di molti compagni.

Con la promulgazione delle leggi razziali, nel 1933, i genitori di Hans decidono di mandarlo da uno zio che vive negli Stati Uniti…loro, invece, prenderanno una decisione drastica: si toglieranno la vita: non ce la fanno a sopportare tutto quello che sta accadendo.
E’ tutto molto doloroso: la perdita dei genitori, la perdita dell’amico…ma dopo molti anni, ormai adulto, Hans riceve un plico che propone di erigere un monumento alla memoria degli ex alunni del liceo (Karl Alexander Gymnasium) che anch’egli frequentava, caduti in guerra. Scorre i nomi, ne legge alcuni di coloro che si erano “divertiti” a augurargli la morte, in quanto ebreo, e la discesa all’infero. All’inizio cerca di resistere alla voglia di vedere se il nome del suo ex amico vi appaia…non ce la fa, lo cerca, e lo trova…scopre che è stato messo a morte per aver partecipato ad un attentato contro Hitler. Vive la scoperta come la redenzione dell’amico, come se non fosse mai stato abbandonato, come se Konradin avesse dato la sua vita anche per lui. E avviene la riconciliazione con il suo amico. Lo ritrova, com’era ai tempi dei loro dialoghi, mai perduto, solo allontanato per un po’. E si riconcilia anche con la vita.

Giudicare in fretta, attraverso ciò che noi non sappiamo(vedi Konradin, sicuramente pressato dal suo background culturale, dal quale comunque riuscirà ad affrancarsi, tanto da dare la vita per un ideale, contrario a quello della sua famiglia) è sempre sbagliato. Cercare, invece, di capire, di ascoltare, di non ergersi a giudice supremo delle cose altrui, soprattutto senza sapere cosa c’è in realtà, è immaturo. Hans finalmente cresce, compie il passo verso la maturazione definitiva. Ne consiglio la lettura, sono sicura che rimarrete colpiti.
Da questo libro è stato tratto l’omonimo film, precisamente nel 1989.

FRED UHLMAN

Nasce a Stoccarda nel 1901. Ebreo, emigrerà in Francia nel 1933 a causa dell’ascesa del nazismo.
Altre pubblicazioni:
“Un’anima non vile” e “Niente resurrezione, per favore” che, insieme a “L’amico ritrovato” compongono la “trilogia del ritorno”.
Il suo maggior successo letterario è “Storia di un uomo”.

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