libro segreto dei Papi Churchville Leedom

[Il] libro segreto [dei] Papi  [Libro di Tim. J.] Leedom [Maryjane] Churchville

Il libro segreto dei Papi -Leedom, Churchville

La prima considerazione che mi sento di fare, in merito a questo libro, è che sicuramente non fa parte di quelli che devi leggere sino all’ultimo capitolo per capire dove si vuole andare a parare. Lo scopo che gli autori si prefiggono è chiaro sin dall’inizio e consiste nel dimostrare – con il sostegno di prove attendibili e inoppugnabili – che l’autorità e il potere temporale della Chiesa si sono basati e si basano su quelle che essi definiscono “spudorate bugie“.

** DIVIETI E PUNIZIONI


L’istituzione ecclesiastica – secondo gli autori – sarebbe riuscita a sostenere per secoli tali menzogne grazie, sostanzialmente, al livello di ignoranza che la predetta è riuscita a mantenere tra le masse; infatti, nei periodi storici più oscurantistici era addirittura vietato al popolo di possedere una Bibbia e, spesso, contravvenire a questo divieto significava essere passibili di severe punizioni, se non addirittura della pena capitale.

Tale interdizione si basava sul fatto che la Chiesa temeva che da una lettura diretta del testo sacro – senza la propria intermediazione – potessero sorgere troppi interrogativi inquietanti.


In seguito, quando, finalmente, venne concessa la possibilità di possedere una copia del testo biblico, non erano disponibili versioni nelle lingue volgari ma solo in latino, lingua che ormai – a parte i rappresentanti del clero stesso o all’alta aristocrazia – pochi padroneggiavano. In seguito a tale premessa, gli autori passano in rassegna almeno alcune delle più importanti “menzogne” che gli stessi utilizzano per contestare l’autorità vaticana.


In primo luogo, ci portano a conoscenza di quelle che sono definite le cosiddette “
false decretali“, compilate intorno al IX sec. dal chierico francese Isidorus Mercador.

** FALSE DECRETALI

Il fine di tale raccolta sarebbe stato quello di legittimare l’affermarsi dell’autorità dei primi papi – autonominati vicari di Cristo – in seno alla nascente istituzione ecclesiale attraverso la dimostrazione che, sin dagli albori della religione cristiana, le tradizioni della Chiesa sarebbero state basate sul primato del Papa, rivendicandone, nel contempo, l’autorità assoluta ed universale in materia di fede.

** DONAZIONE DI COSTANTINO

Un’altra, e forse ben più nota anche ad un pubblico di “non addetti a lavori”, di tali “bugie” – denunciata nel 1440 da Francesco Valla – è quella della “donazione di Costantino” in base alla quale, la Chiesa ha giustificato, per secoli, il potere politico (temporale) dei papi, eredi degli imperatori romani.
Secondo questo falso storico, l’imperatore Costantino – guarito dalla lebbra grazie al miracolo operato attraverso il battesimo somministratogli da papa Silvestro – ormai convertito al cristianesimo – avrebbe “regalato” al papa la città di Roma e l’occidente, eleggendo Costantinopoli come sede dell’impero (e del suo, ovviamente, potere).
In base tale questa donazione i papi considerarono legittimo il loro potere temporale; pretesero, inoltre, maggiore autorità anche rispetto ai vari sovrani ed imperatori dell’occidente. 

** CREAZIONE DEL DOGMA DELL’INFALLIBILITA’ PAPALE


Sempre secondo quanto descritto nel libro, nel corso del pontificato di Papa Pio IX, l’autorità ecclesiastica – resasi conto che, con l’affermarsi del progresso e della modernità (siamo ormai intorno al 1870), l’inganno secolare costruito sulle predette mistificazioni sta per essere smascherato – crea ad arte il dogma dell’infallibilità papale grazie al quale, qualora si fosse riusciti a farlo accettare ed attuare dai fedeli più devoti, l’autorità del papato avrebbe potuto proseguire indisturbata.

Tuttavia, gli autori fanno notare acutamente che le implicazioni dell’infallibilità, paradossalmente, limitano i poteri dei singoli papi perché, essendo le dichiarazioni dei precedenti Papi “perfette ed irreversibili” in quanto promananti da pontefici “infallibili”, non possono essere modificate inducendo, in sostanza, l’autorità papale ad un sostanziale stallo decisionale.
Da ciò deriva l’impossibilità per un’istituzione di fatto “bloccata” di adeguarsi, di confrontarsi, insomma di dialogare, con una società che invece è in continuo divenire.
Dal superamento o meno dell’impasse derivata dal dogma dell’infallibilità dipenderà il futuro dell’istituzione più longeva fino ad ora sulla Terra.

Consiglio la lettura di questo libro a tutti, fedeli o meno, per capire che Cristo spesso non ha nulla a che fare con l’establishment “Vaticano”.


Note sugli autori prese dal libro:

Tim. C. Leedom, giornalista e documentarista, si occupa anche di cinema;

Maryjane Churville, docente (non viene specificato in quale materia), educazione cattolica, ora non più credente. Reporter, ha indagato anche su crimini di natura finanziaria.

 

 

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