Nannarella Giancarlo Governi

Nannarella Giancarlo Governi

Nannarella Giancarlo Governi

Il libro Nannarella è una biografia postuma su una delle più grandi attrici italiane, Anna Magnani. L’autore, Giancarlo Governi, si è basato su documenti, interviste, conoscenza personale e anche delle tante testimonianze di amici e persone appartenenti al mondo dello spettacolo che con lei hanno interagito. Emerge prepotente la sua personalità non nota a tutti, di donna fragile, bisognosa d’amore, ma anche pronta a combattere contro i perbenismi dell’epoca. Vivrà i suoi amori in totale libertà, tanto che al figlio Luca darà il suo cognome.

Ma da dove origina questo bisogno d’amore?

Anna Magnani nasce a Roma, il 7 Marzo 1908, da Marina Magnani, all’epoca diciottenne. Prende il cognome della madre perché il padre non vuole o non può riconoscerla.

Successivamente Marina conoscerà un uomo tedesco, si sposerà e lo seguirà ad Alessandria d’Egitto. Lui non vuole che la piccola Anna viva con loro. E’ disposto a soprassedere al fatto che Marina è ragazza-madre, a patto però che Anna non viva con loro. Crescerà insieme alla nonna materna, e a uno stuolo di zii e zie che l’accudiranno con amore. Bello il ritratto che, ricavato dai racconti della stessa Magnani, ne esce. Voleva un gatto, a 9 anni. La nonna le risponde:

Non si può, abbiamo le galline, gioca con loro”.

Ed effettivamente la piccola Anna si affezionerà a Ciuffettina, una gallinella nera, col ciuffo di penne in testa, diventando la sua migliore amica. Ma sapendo che, prima o poi, anche lei seguirà la sorte delle altre galline, cioè finire in padella, una notte capisce che è giunto il momento. Prende Ciuffettina e la mette a dormire nel suo letto, sotto le lenzuola. Quando la nonna, al mattino, la sveglia, vedendo la scena esclama: “Questa gallina morirà di vecchiaia”.

Nannarella Giancarlo Governi

L’amore per gli animali è manifestato in una bellissima frase, raccolta durante un’intervista, che recita:

Un cane per esempio, è bello, è poesia, è natura, è autentico, non mente. Io trovo che lo sguardo di un animale, la sua dolcezza, la sua stessa presenza sono veri come tutti i miracoli che ci offre ogni giorno la natura”.

A questo proposito non posso fare a meno di pensare alla canzone che Pino Daniele le dedicherà nel 1989, “Anna verrà”:

Anna verrà 
raccoglieremo i cani per strada 
ci inventeremo qualche altra cosa 
per non essere più soli 
Anna, dimmii 
se è così lontano il mare “.

A un certo punto, però, la madre riappare, seppur brevemente. Aveva 9 anni, la futura grande diva. Marina arriva, finalmente, dopo anni e anni di regali (vestiti in tessuti meravigliosi per lei, povera ma vestita come una principessa). Anna, abbracciandola, non riesce a smettere di piangere, ma è anche preoccupata, a ragione, della reazione della madre sul suo non ottimo rendimento scolastico che, infatti, decide di mandarla in collegio. Per la piccola Anna inizierà un periodo buio, triste, lontana com’è dai suoi affetti. Grazie alla nonna uscirà presto dal collegio, però, e riprenderà la sua vita di fanciulla serena, ma con tanto bisogno d’amore materno.

Reginella

Sono stata colpita da un ricordo, citato nel libro, di Massimo Ranieri. La nonna le aveva insegnato, quando era piccola, la canzone napoletana “Reginella”, e lei amava cantargliela, amando la canzone lei stessa.

Si stava girando, due anni prima della scomparsa dell’attrice, il film televisivo “La sciantosa” e Massimo Ranieri, appena 20enne, faceva parte del cast. Egli stesso ricorda che all’inizio fu fredda e distaccata, verso di lui. Detestava gli adulatori e le persone che, a vario titolo, potevano (e volevano) strumentalizzarla.

Nannarella Giancarlo Governi

Stava sulle sue, e prima di dare confidenza a qualcuno voleva essere certa che non appartenesse a nessuna di queste categorie”, afferma Ranieri che, intimidito dalla fama di Anna, nulla faceva per avvicinarsi a lei.

Mi studiò un po’, poi un giorno prese una chitarra e si mise a suonare qualche accordo” (Aveva studiato musica fin da piccola, e frequentò anche il Conservatorio di Santa Cecilia – ndr -).

Si guardò attorno e, vedendolo, lo chiamò:

A regazzi’, vie’ un po’ qua! La conosci, sta canzone?”.

Era Reginella, la canzone amata dalla nonna. Massimo Ranieri non la conosceva. Lei chiamò Alfredo Giannetti (il regista):

Alfre’, ma chi avemo preso? Questo è un cantante, e pure napoletano, e non conosce Reginella! Questo è un napoletano che nun è napoletano!”.

Ranieri, continuando a ricordare, dice che riprese la chitarra; gli occhi di Anna, quei magnifici occhi, si addolcirono improvvisamente, diventando materni:

Mettete a sede qui, vicino a me, te insegno io Reginella”.

. Il cantante la imparò subito, e prima che il film fu finito di girare ebbe modo di ricantargliela molte volte, accompagnato dalla commozione. Da quel giorno iniziò ad interessarsi ai classici della canzone napoletana, registrando, negli anni successivi, dei dischi e realizzando anche uno spettacolo teatrale:

Lei venne alla prima. Quando mi affacciai per ricevere gli applausi del pubblico, si avvicinò alla ribalta e mi tirò un bacio. Non la rividi più”.

Morì poco dopo, il 26 Settembre 1973. Tutta Roma pianse, me compresa. Avevo 10 anni.

Anna e gli amici

Litigava un po’ con tutti, ma con tutti si riappacificava. Il pittore Renzo Vespignani la definisce donna dal carattere difficile, ma anche di straordinaria bontà. Imprevedibile nei suoi fulminei cambiamenti d’umore, e anche gelosa:

se si mancava a un suo invito si dovevano avere delle ottime giustificazioni”.

A tal proposito, leggo della tradizione di organizzare un “raduno” di amici per assistere alla serata finale del festival di Sanremo, a casa sua. Voleva al suo fianco, sempre, Alberto Sordi, famoso per i suoi scherzi telefonici e per le battute estemporanee. Come ricorda l’attore l’ultima volta che la vide, dalle pagine del libro di Governi:

Albe’, si nun vieni faccio sospende la trasmissione, così nun la vedi manco a casa”, esplodendo nella sua risata che gli ricorda l’inizio della sua carriera. Era il 1943, e il giovane Alberto, emozionatissimo, si trovò a far da spalla a Anna Magnani, già famosa come soubrette, in uno sketch intitolato “Cappuccetto Rosso”. Le disse:

Mi scusi se non sarò disinvolto, ma davanti a lei, capisce…” . L’indimenticabile Alberto Sordi continua, nel ricordo:

Mi guardò, fece una smorfia:

<<Annamo bene, se t’emozioni davanti a Cappuccetto Rosso; se io fossi il lupo, allora, te la saresti fatta addosso>>”.

L'indimenticabile Alberto Sordi continua, nel ricordo: "Mi guardò, fece una smorfia:

La sera dopo Alberto Sordi, incoraggiato dalla risposta ricevuta, fece un po’ lo sbruffone, suscitando l’ira della Magnani:

<<”A regazzi’, io te faccio cacciare; co’ me, certi scherzi nun l’hai da fa, perché io te mando…” si bloccò, così, il suo viso improvvisamente cambiò. Mi guardò, muta, poi disse con tutta dolcezza: <<Ma che, c’hai l’occhi celesti?>>”.

Il suo continuo rivolgersi ai giovani con l’intercalare “a regazzi’” non può non riportare alla mente la scena del film “Nella città l’inferno”, dove a un certo punto schiaffeggia una compagna di cella, a suon di “a regazzi’, a regazzi’”. Tratto dal romanzo “Roma, Via delle Mantellate” di Isa Mari è uno spaccato duro della vita nel carcere femminile voluto all’interno di un convento, da non perdere assolutamente (per approfondimenti su questo carcere clicca qui).

Del carcere delle Mantellate se ne parla anche in una canzone scritta per Ornella Vanoni da Giorgio Strehler e Fiorenzo Carpi, Le Mantellate :

Le mantellate so’ delle sore
ma ‘a roma so’ sortanto celle scure
na campana sona a tutte l’ore
ma cristo nun ce sta drento a ‘ste mura
mo’ che parlate a fa’
mo’ che parlate a fa’
qua’ drento ce ‘sta solo infamita’.
carcere femminile cianno scritto
sulla facciata de’n convento vecchio
sacco de paja ar posto de ‘sto letto
mezza pagnotta e l’acqua
drento ar secchio.
le mantellate so’ de le sore
ma ‘a roma so’ sortanto celle scure
na campana sona a tutte l’ore
ma cristo nun ce sta drento a ‘ste mura
mo’ che parlate a fa’
mo’ che parlate a fa’
qua’ drento ce ‘sta solo infamita’.
nell’amore abbi fede cianno detto
domenica matina la funzione
tre mesi che me svejo e che t’aspetto
cent’anni che sta’ chiuso ‘sto portone.
le mantellate so’ de le sore
ma ‘a roma so’ sortanto celle scure
na campana sona a tutte l’ore
ma cristo nun ce sta drento a ‘ste mura
mo’ che parlate a fa’
mo’ che parlate a fa’.
qua’ drento ce ‘sta solo infamita’.

Non posso far altro che consigliarvene la lettura

Inutile dire che leggere il libro, all’epoca come oggi, suscita in me enormi emozioni. Il volume porta una dedica di mia madre a sè stessa. Infatti se lo regalò appena uscì, ed è una delle tante eredità letterarie che mi ha lasciato. L’amore per la lettura, l’amore per Roma, l’amore per i personaggi che, a vario titolo, hanno contribuito, nei tempi moderni, a renderle omaggio. E Anna Magnani è una di questi.

Come non ricordare la corsa disperata in “Roma città aperta”, o la venditrice di frutta e verdura in “Campo de Fiori”, entrambi girati con Aldo Fabrizi, o ancora “L’onorevole Angelina”, donna del popolo che, grazie alle proteste, novella Cola di Rienzo, si ritroverà proiettata nella politica. E anche “Bellissima”, film ancora attuale, a fianco di Walter Chiari, che certe madri, venditrici del loro stesso sangue dovrebbero vedere… per ognuno, ci viene offerto un ritratto inedito, fatto di ricordi e aneddoti. Ma anche ricordi preziosi sulla Anna Magnani lontana dalle scene.

Nelle pagine centrali troviamo delle splendide fotografie, ritratti intensi, Se volete conoscerla un po’ di più, se l’avete amata e ancora la amate  ne consiglio la lettura, senza ombra di dubbio.

GIANCARLO GOVERNI

Nato a Roma nel 1939, giornalista, scrittore, regista e autore televisivo, ha lavorato per la Rai come capostruttura. Profondo conoscitore del mondo dello spettacolo, ha realizzato, fra gli altri, il programma “Storia di un italiano”, monografia su Alberto Sordi. Ha scritto libri su Totò, Sordi, De Sica.

SCHEDA DEL LIBRO

NANNARELLA

Bompiani editore

Anno di pubblicazione: 1981

 

Numero pagine: 240 più indici analitici ed elenco dei film girati da Anna Magnani.

Nel 2008 ne è uscita un’altra edizione, in concomitanza con il centenario della nascita di Anna, arricchita nei contenuti e nei documenti.


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Un pensiero su “Nannarella Giancarlo Governi”

  1. Bellissima recensione su un libro che voglio leggere, e sicuramente lo regalerò per Natale a delle persone che so essere sicuramente interessate. Adoro Anna Magnani!

I commenti sono chiusi.