Yossl Rakover si rivolge a Dio

 

Yossl Rakover si rivolge a Dio

Yossl Rakover si rivolge a Dio

Lessi Yossl Rakover si rivolge a Dio 20 anni fa. L’ho ripreso, ultimamente. Dimenticato, non solo da me, ma anche da chi usa l’Olocausto a scopi commerciali. Non meravigliatevi, anzi. Pensateci bene, riflettete, Ponetevi delle domande.

La lettera che questo ignoto combattente del ghetto di Varsavia, ultimo fra pochi, ultimi anch’essi, a resistere. Finite le munizioni, finite le scale che lo collegano ai compagni del piano superiore, i cui colpi sente sempre meno ripetuti. Ha tre bottiglie di benzina. Una per lui, le altre per uccidere chi lo troverà. Gioisce, di ciò, scrive una lettera a Dio, e la mette nella bottiglia vuota, quella che si è rovesciato addosso. Nascosta tra le travi e i mattoni. 28 Aprile 1943.

La lettera iniziò a girare per il mondo, partendo da Buenos Aires, pubblicata su un giornale in lingua Yiddish, nel 1946. inizialmente a firma dell’autore, poi scomparsa, e riapparsa in forma anonima, tanto che attorno ad essa si creò un’aura di leggenda. L’ignoto autore, ritenuto davvero un eroico combattente, fu avvolto dal mito. Col passare degli anni, grazie alle ricerche effettuate da Paul Baddle, nel 1992, si venne a riscoprire l’autore. Si tratta di un ebreo lituano, Zvi Kolitz, che ha avuto un ruolo anche nella formazione dello Stato d’Israele, accanto a Begin.

In Lituania, a differenza del resto del mondo, gli ebrei erano riusciti, per secoli, a creare una società aperta al mondo. Per esempio, esistevano opere di tradotte in Yiddish, segno dell’apertura verso l’esterno. Ciò ha concorso a formare ebrei colti. Ma non era l’isola felice che tutti credevano. Lo stalinismo, inizialmente alleato al nazismo, e il nazismo stesso hanno annientato la popolazione ebraica. Occorre conoscere la Storia, per capire. Ma nel libro è tracciata, pur se brevemente, così da far capire gli eventi anche a chi non li conosce.

La lettera vera e propria occupa circa 20 pagine, delle 90 totali (tante sono, nell’edizione in mio possesso). Le altre sono occupate dallo scritto di Baddle, che narra come ha scoperto l’autore, e ne traccia la biografia, anche grazie a un incontro avuto con lo stesso.

Le ultime pagine sono occupate da un piccolo scritto di Emmanuel Lèvinas, un altro ebreo lituano, nel quale affronta il tema “Amare la Torah più di Dio”. La lettera di Yossl Rakover, affronta lo stesso tema. Fedele alle Sacre Scritture, domanda, direttamente a Dio, lo scopo, e perché ha girato il volto dall’altra parte, permettendo a un Dio “di altri”, differente dal suo, “Dio della vendetta”, di trattare così il suo popolo. Da pari a pari, senza alcun timore. Avrebbe potuto scegliere di smettere di credere. No, crede, ama Dio, ma domanda perché.

Quanto a me, Ti dico queste parole perché io credo in Te, perché credo in Te più che mai, perché ora so che sei il mio Dio, poiché di certo non sei, no, non puoi essere il Dio di quanti, con le loro azioni, hanno dato la prova più atroce di empietà in armi. Se non sei il mio Dio, di chi sei allora il Dio? Il Dio degli assassini?

E, ancora, chiede giustizia non per gli esecutori materiali, ma per chi, pur sapendo, tace e si volta dall’altra parte o, peggio, condanna a parole ma non con i fatti.

Non Ti chiedo neanche di annientare i colpevoli. E nella logica inesorabile degli avvenimenti che alla fine si annientino da soli, poiché con la nostra morte è stata uccisa la coscienza del mondo, poiché un mondo è stato assassinato con l’assassinio d’Israele. (…) Gli assassini si sono già condannati da sé, e a quella sentenza non potranno più sottrarsi. Tu però pronuncia una sentenza doppiamente severa su quanti tacciono dell’assassinio! Su quanti condannano il massacro a parole, ma ne gioiscono in cuor loro.”.

HO IMPARATO CHE…

Molti scritti sono stati trovati, chiusi in barattoli, contenitori, cassette, nascosti fra le rovine delle città devastate dai nazisti. Gli autori lo facevano per tutelare i loro scritti, si, ma anche perché la tradizione ebraica impone di proteggere qualsiasi scritto contenga la parola “Dio”.

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