Latte idratante corpo Verbena L’Occitane

Latte idratante corpo Verbena L’Occitane

Strano prodotto, il latte idratante corpo Verbena L’Occitane. Aperto il flaconcino  e versato un po’ di questo bianco latte dalla buona consistenza, ho sentito odore di detersivo per i piatti al limone.

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Altrettanto strano: applicato sulla pelle ho sentito l’odore di quegli spray che servono a lucidare i cruscotti delle auto. Poco dopo si è attenuato, rimane solo una vaga sensazione agrumata ed erbacea. Tutto qui.

All’applicazione tende a diventare acquoso, per lasciare comunque una traccia untuosa sulla superficie dove l’ho applicato (braccia, spalle, dorso) percepibile ancora dopo qualche ora. Questo è quello che accade sulla mia pelle che idrato e nutro costantemente e quotidianamente, ma l’esperienza mi insegna che un prodotto del genere applicato su pelli “maltrattate” o particolarmente secche a poco o niente possa servire. E infatti l’ho fatto provare a una serie di clienti “scellerate” che non mi danno retta, si lamentano per la loro pelle secca e ruvida ma nulla fanno per migliorarla. Sotto minaccia di grave ritorsione (ironicamente, sia chiaro) mi sono fatta promettere che lo avrebbero usato per almeno una settimana, e così è stato. Risultati? Nulli.

Il potere idratante è quello che è. Umetta le cellule cornee superficiali, e nulla più. Promette di riparare i danni della disidratazione impedendo la perdita di acqua dai piani cutanei profondi. E’ quello che ogni crema idratante deve fare. E già. Per idratante si intende proprio questo: impedire alla pelle la perdita di acqua. Ecco perché occorre dargliela dall’interno, bevendo la giusta quantità di liquidi (e non rientrano nei liquidi bevande gassate e/o alcoliche) e assumendo gli stessi con una dieta ricca di vegetali. Potete comprare la crema migliore del mondo, ma se la pelle è carente di acqua, il cosmetico a poco o niente servirà, se non a dare la sensazione di maggior morbidezza dello strato corneo superficiale. Scomparendo, per altro, poco dopo, così che la pelle tornerà ad essere, nel caso, desquamata, secca e ruvida.

Un latte, quindi, che odora di detersivo, di spray per i cruscotti, che umetta e niente più, può costare 21,50 Euro (formato da 250 ml)?. Secondo me no. Soprattutto perché la casa cosmetica a marchio L’Occitane (quanto odio la parola brand, cerchiamo di usare le parole in italiano, che è la lingua più ricca di vocaboli al mondo) promette naturalità e rispetto per ambiente e pelle grazie alla scelta di ingredienti presi proprio dalla natura stessa. Peccato che io abbia già avuto modo di constatare che tali (e pochi) ingredienti vengono immersi in un mare di ciarpame derivato dal petrolio o, se non di tale provenienza, comunque ingredienti noti per essere non proprio il massimo del “salutare” (ciao).

Esiste anche in formato da viaggio, flacone da 75 ml al costo di 7,50 Euro. flacone in plastica trasparente, con etichette sui due lati. Una riporta marchio e tipo di prodotto, l’altra la formula e le indicazioni di smaltimento. Il tappo è a pressione, fissato al collo della capsula mediante una linguetta in plastica. Tutto ciò in color metallizzato.

Non intendo elencare gli ingredienti, tanti e troppi per una crema che dovrebbe essere naturale. Ormai abbiamo imparato che una formula più è lunga meno è naturale. Segnalo la presenza del solito silicone, in 5° posizione, di una serie di PEG, acrilati e co-polimeri, e conservanti veramente da paura. Nel tutto si perdono i poveri: burro di karitè, estratto d’uva e, per l’appunto, la verbena, la cui foglia è sempre presente sul flacone trasparente, apprezzabile in trasparenza e al tatto.

Dell’azienda ho già parlato. Olivier, baldo 23enne che girava con un furgone e un alambicco a caccia di erbe da distillare per ricavare essenze da vendere nei mercati locali, a un certo punto acquista nel 1976 un vecchio saponificio marsigliese, per rilanciarlo. Ne deve aver fatta, di strada, con quel furgoncino, e ne deve aver venduti, di estratti…

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