Sepolcro degli Scipioni Roma

Sepolcro degli Scipioni Roma

Ringrazio il gentilissimo Marco del TCI, quel giorno in veste di guida volontaria, per aver fatto scoprire a me e al mio compagno il Sepolcro degli Scipioni. Ce ne parlò durante la visita al Museo delle Mura (visita oggetto del post precedente), dicendo che se ci interessava a poche decine di metri c’era un sito assolutamente da non perdere.

Un sito da rivalutare

Sepolcro degli Scipioni Roma

Pagato il ticket, sempre alla biglietteria del Museo delle Mura (4 euro, assolutamente ben spesi) ci dirigemmo, insieme alla nostra eccellente guida (ancor di più, vista l’assoluta gratuità con la quale presta servizio al museo), verso il sepolcro superando l’arco di Druso che fungeva da controporta interna a porta San Sebastiano così da formare una sorta di cortile.

Sepolcro degli Scipioni Roma
Arco di Druso

Sito sull’Appia Antica (via di Porta San Sebastiano 9, così si chiama il tratto dell’Appia che ci interessa), a circa 50 metri da Porta San Sebastiano (sempre idealmente spalle a Via Appia, si trova sulla destra), il “nostro Marco” apre un lucchettone posto a sicurezza di un cancelletto, subito dopo le scale che portano al parco sovrastante. Entriamo, e ci troviamo davanti una scalinata che conduce verso una specie di ingresso ad arco, che credevamo essere l’ingresso del sepolcro.

Sepolcro degli Scipioni Roma

Sulla sinistra una torre che si capiva esser stata edificata su qualcosa di più antico, ai cui piedi il terreno era coperto di resti di monumenti, colonne, anfore, e ogni ben di Dio. Ho notato una strana copertura in plexiglas, una specie di piccolo tunnel, e una scala (e non è ancora il sepolcro).

Sepolcro degli Scipioni Roma

Sulla destra un giardino terrazzato, sempre con resti antichi, e una scala in sanpietrini e marmo che conduce all’ingresso della torre (alla quale non si può accedere).

La particolarità del sito è quella di offrire una panoramica sul culto dei morti in diverse epoche. Dall’età repubblicana, fino a quella cristiana, pare che sia l’unico luogo, attualmente conosciuto, a mostrarle tutte e tre insieme: infatti c’è il sepolcro di Lucio Cornelio Scipione Barbato (e parliamo del III secolo a.C.), cui si deve l’edificazione dello stesso, una cosiddetta “colombaia”, cioè la sepoltura delle ceneri (visitabile attraverso quel tunnel in plexiglas di cui sopra) e anche un’antica catacomba cristiana che in teoria non si potrebbe visitare, ma sulla quale l’affaccio, ad ogni modo, è consentito (si passa attraverso quell’arco che appare in alto, sulle scale,  appena si entra).

Sepolcro degli Scipioni Roma

Indossati i caschetti anti-infortunistica obbligatori,  Marco ci fa camminare tra le rovine, spiegandoci che erano parti di quanto trovato dagli archeologi e, girando a sinistra, ecco apparirci davanti il sepolcro vero e proprio: una fitta rete di gallerie, sotto la torre, scavate nella terra e nel tufo, regolari tanto da far capire agli archeologi che non si trattava di cunicoli naturali ma, per l’appunto, scavati da mano umana. La pianta, infatti, è molto geometrica, da quel che ho potuto capire percorrendoli.

Sepolcro degli Scipioni Roma

Si spiega il motivo dei caschetti: sono molto basse, in alcuni tratti occorre piegarsi per accedervi, e la “craniata” è sempre in agguato (infatti ne ho data una io stessa, mentre mi guardavo in giro, non accorgendomi di una sporgenza). Ci ha mostrato, attraverso un’immagine, come l’assetto originale dell’ingresso doveva essere. Constava di un solo ingresso, al quale sono stati aggiunti altri due varchi laterali, in linea con l’originario. Il tutto è stato distrutto, a quanto si sa, nel III secolo d.C. Vi fu costruita, appunto, una casa e poi la famosa torre. Da alcune cronache di Cicerone, risulta che il sepolcro, destinato ad accogliere le spoglie degli Scipioni, fu usato fino al I secolo d.C, poi cadde in disuso.

Sepolcro degli Scipioni Roma

Come spiegato dalla nostra guida, pare che il sepolcro fosse già noto nel 1600, e successivamente depredato per poi essere di nuovo dimenticato. Recuperato negli anni ’30, il sepolcro di Scipione barbato, l’unico ad essere rimasto intatto, è stato trasferito nei Musei Vaticani e, qui, si è provveduto a collocare una copia assolutamente fedele all’originale.

Sepolcro degli Scipioni Roma

Si vedono altre tombe, e iscrizioni lungo le gallerie, gli studiosi hanno desunto che il sepolcro fu “completo” fin dal I secolo a.C. Una particolarità è quella relativa alle spoglie del poeta Ennio, caro alla famiglia degli Scipioni. E’ l’unico estraneo alla famiglia ad essere stato sepolto qui, insieme agli Scipioni. Non tutti, a quanto risulta dalle cronache dell’epoca, furono sepolti qui.

Successivamente gli scavi hanno portato alla luce una catacomba cristiana, ed ecco spiegata la particolarità del sito: tre diverse tecniche di sepoltura, unite però dallo stesso culto per i morti, riunite in un solo luogo, unico al mondo.

Immagine

Mi fermo, con le nozioni storiche, consigliandovi una visita e, prima di effettuarla, un breve ripasso della Storia dell’epoca. Ma laddove non ne abbiate voglia, i volontari del TCI che dal 2012 si occupano del sito saranno ottime guide, e vi forniranno spiegazioni più che ottime.

Vi lascio il link al sito ufficiale, dal quale copio alcune tra le “informazioni pratiche”:

http://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_antica/monumenti/sepolcro_degli_scipioni

Indirizzo

Via di Porta San Sebastiano 9

Municipio

I

Orario

dal martedì alla domenica, 9.00 – 14.00, i volontari del Touring accolgono ed assistono i visitatori.

Rivolgersi presso il Museo delle Mura, in via di Porta S. Sebastiano 18 .

Per altri orari o per prenotazioni tel. 060608

Informazioni e prenotazioni

060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

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Un pensiero su “Sepolcro degli Scipioni Roma”

  1. Che posto incantevole! Non lo conoscevo, e non appena tornerò a Roma sarà mia cura andare a visitare i Sepolcro degli Scipioni e le zone circostanti. Roma non si finisce mai di “imparare”, grazie!!!

I commenti sono chiusi.