La Brigata Howard Blum

La Brigata Howard Blum

La Brigata Howard Blum– Sottotitolo: Una storia di guerra, di vendetta e di redenzione

Ho letteralmente divorato questo libro che non è un romanzo, ma Storia vera. Tratta le vicende della “Brigata Ebraica”, fondata nel 1944 in Palestina con l’accordo del Governo Inglese, formata da 5000 ebrei volontari  partiti alla volta dell’Europa per contribuire alla liberazione dai nazisti affiancando gli altri eserciti già sul campo.

I componenti della brigata ebbero un importante ruolo in Emilia Romagna, regione si trovava al di là della “linea gotica”, quindi sotto il controllo totale delle forze nazi-fasciste.

Furibonda e strenua fu la Resistenza (anche se per correttezza occorre puntualizzare che si diede vita anche a vendette assolutamente private). Si registrò, a tal proposito, la perdita di molti dei 5000 appartenenti alla Brigata proprio in Romagna, in quella che dagli storici è classificata come la “battaglia più sanguinosa” avvenuta in Italia. Furono coinvolti nel corpo a corpo loro che, volontari senza preparazione militare, si gettarono nella mischia a colpi di baionetta. La battaglia avvenne nella Valle del Sannio, e ne morirono 45. Una lapide in memoria è apposta a Ravenna, nel cimitero militare.

STILE NARRATIVO

Howard Blum, giornalista e saggista, ha strutturato il libro sotto forma di romanzo dallo stile asciutto, senza fronzoli o valutazioni personali degli accadimenti. I dialoghi fra i tre soldati permettono di compenetrare lo svolgersi delle vicende che li riguardano personalmente ma anche gli eventi storici. L’autore lascia che sia il lettore a trarre le sue personali conclusioni. Lui si limita a fare cronaca. E in tal senso il libro è ancor più apprezzabile, a mio modo di vedere.

Il libro non narra, quindi, solo di battaglie. Il punto focale è, secondo me, relativo allo stato d’animo dei componenti della Brigata che, fino a quel momento, non erano pienamente consapevoli dell’orrore dei campi di sterminio. Quando vi arrivarono e videro l’orrendo spettacolo di morte, lo spirito di vendetta si fece largo nei loro animi, e iniziarono a dare la caccia in modo spietato ai nazisti. Furono mandati in tutta Europa per aiutare gli Ebrei scampati alla morte a ritrovare la “normalità”.

L’autore si è avvalso dei racconti di tre appartenenti alla Brigata, Israel Carmi,Johanan Peltz e Arie Pinchuk, intervistandoli per lungo tempo. Inoltre Blum ha attinto a un a mole enorme di documenti negli archivi governativi del Regno Unito, degli USA e di Israele, e di altre interviste pubblicate su varie testate. Alla fine del libro, infatti, ricca è la parte destinata alle fonti stesse. A molte delle quali, volendo, possiamo ricorrere noi stessi nel caso volessimo approfondire. Ma il libro, decisamente esauriente, si rivolge a chi di questa brigata non ha mai sentito parlare, come pure a chi poco conosce le vicende che la stessa ha vissuto e condiviso.

La Brigata Howard Blum

Tanti gli episodi in cui gli appartenenti alla brigata passano, come dire, dalla ragione al torto, ma Blum lascia che sia chi legge a decidere se i carnefici, diventati a loro volta vittime della furia e della voglia di vendetta della brigata stessa, se lo siano comunque meritato. Episodi drammatici, al limite dell’orrore, descritti dai tre soldati della brigata. I ricordi di quanto visto, vissuto e compiuto non li abbandoneranno mai.

La Brigata Howard Blum

La copia in mio possesso presenta, nelle pagine centrali, una ricca documentazione fotografica di alcuni degli appartenenti alla Brigata.

Cosa mi ha colpita

Le pagine che più mi hanno impressionata sono quelle in cui si narra dei momenti in cui gli appartenenti alla Brigata vedono lo scempio compiuto dai nazisti. Increduli, pronti comunque a giustificare in qualche modo, non pensando che una moltitudine di persone potesse accanirsi così verso altri esseri umani.

La rabbia monterà quando, Invece, apparirà chiaro che non si trattava di pochi “elementi impazziti”, ma di sterminio sistematico con la collaborazione di tutti, o quasi, e il silenzio complice di altri.

Un fatto, narrato all’autore da Pinchuk, è emblematico.

La brigata arrivò in Austria. Alcuni commilitoni si recarono in un caffè e nonostante il divieto di “fraternizzare” coi locali, iniziarono a chiacchierare con tre ragazze che chiesero loro chi fossero e da dove provenivano. Quando gli dissero:

Palestina, siamo ebrei”,

le tre risero, e risposero:

Non prenderci in giro. Non ci sono più ebrei, tranne nei racconti dell’orrore. Non esistono più. Sono scomparsi tutti” (cit. pag 159).

I tre, uno dopo l’altro e con diverse reazioni psicologiche rinunciano, man mano che assistono all’orrore, alla ricerca dei propri familiari. Ormai sono convinti che siano stati tutti sterminati. Ma è commovente, nella sua brevità, il capitolo 48, nel quale viene narrato l’incontro fra Pinchuk e la sorella Leah. Si trovava a Linz, in un campo profughi. Incredulo, tiene fra le mani il cartoncino consegnatogli a Salisburgo dall’uomo che dirigeva il “Commitat”, sul quale appunto c’era il nome della sorella e del luogo dove si trovava, vergato da lei stessa (era una bambina quando fu deportata). Arrivato al campo, cerca in modo sempre più frenetico. La trova e l’abbraccio fra i due è interminabile.

NOTE SULL’AUTORE

La Brigata Howard Blum

Howard Blum, classe 1948,  giornalista del “new York Times”, candidato due volte al premio “Pulitzer. Ha scritto diversi saggi storici, tra i quali: “L’oro dell’esodo” (1998).

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2 pensieri su “La Brigata Howard Blum”

  1. Sapevo per sommi capi dell’intervento della Brigata in Italia ma non sapevo dell’esistenza di un libro che ne parlasse in modo accurato. Lo cerco, mi interessa approfondire

  2. Non avevo mai sentito parlare della “Brigata Ebraica”, lo leggerò questo libro da come lo descrivi (benissimo!!!) … deve essere molto interessante grazie 😀

I commenti sono chiusi.