Microplastiche nei cosmetici

Microplastiche nei cosmetici

[Diciamo basta]

Microplastiche nei cosmetici
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2014/07/11/non-solo-isole-plasticaoceani-pieni-frammenti-microplastica_8cd2e5ba-4cc8-4d66-a927-f67de28fce0f.html

Oggi prendiamo spunto da un nuovo disegno di Legge (che speriamo venga approvato al più presto) contro l’utilizzo delle microplastiche nei cosmetici. La sensibilizzazione alle tematiche ambientali è sempre più viva, e anche un piccolo gesto può fare la differenza. Siamo altresì consapevoli del fatto che il ricorso a tali “ingredienti” non appartiene solo all’industria del cosmetico, e perciò auspichiamo che cambiamenti avvengano anche in altri settori.

Cosa sono le microplastiche

Avete presente i prodotti scrub (o esfolianti)? Molte di quelle “palline” grattugianti sono fatte, appunto, con microplastiche. Moltiplicatele per tutti coloro che, sul Pianeta, utilizzano tali prodotti, e il danno è fatto. Ma non solo: acrilati (acrylates crosspolymer in formula), carbomer (derivato del petrolio trattato con acido acrilico), sostanze viniliche, altro non sono che plastica. Plastica che a vario titolo entra in contatto con la nostra pelle e viene poi introdotta nelle nostre acque con il normale lavaggio cui tutti ci sottoponiamo. Togliamoci dalla testa che siano in qualche modo biodegradabili.

Leggete le formule scritte sui cosmetici che avete in casa….

Ingredienti cosmetici sgraditi

A cosa servono le microplastiche

Le microplastiche non hanno alcuna funzione attiva sulla pelle (non portano alcun beneficio). Servono solo a dare una consistenza più “gradevole” ai vari prodotti. Apparenza pura, e niente altro.

Usati come gelificanti, addensanti, lubrificanti e via dicendo, secondo una denuncia della “Cosmetovigilanza” gli acrilati sono responsabili di parecchie reazioni avverse:

Gli acrilati sono, dal punto di vista chimico, una famiglia di polimeri, appartenenti alla categoria dei polimeri vinilici, costituiti da monomeri acrilati, cioè da esteri che contengono gruppi vinilici ossia due atomi di carbonio uniti tra loro da un doppio legame e legati direttamente al carbonio carbonilico. Alcuni acrilati presentano un gruppo metilico extra legato al carbonio alfa per cui vengono detti metacrilati.
Tali composti sono frequentemente responsabili dell’insorgenza di reazioni avverse di tipo professionale a causa del loro ampio utilizzo in molteplici settori, come nella chirurgia ortopedica, in campo odontoiatrico, nell’industria grafica nonché nei prodotti cosmetici.”

(Fonte: http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/corso/0510-01.asp )

Secondo il nostro modesto avviso la Legge (e le petizioni indette per accelerarne l’approvazione) non dovrebbero riguardare solo le sferette degli scrub, ma tutte le sostanze derivate dagli acrilati, non avendo alcuna funzionalità per il mantenimento in salute della pelle e delle mucose, essendo causa di reazioni avverse, e essendo altamente inquinanti.

Le aziende cosmetiche che finora hanno fatto ricorso a tali “ingredienti” fanno orecchie da mercante. Meglio smaltire le scorte per poi eventualmente adeguarsi (e con calma).

Bene, invece, quelle aziende che mai hanno introdotto nei loro cosmetici plastiche (palline scrub comprese), derivati del petrolio, siliconi e altre inutili schifezze. Schifezze che costano anche poco come materia prima e che invece i consumatori pagano a caro prezzo una volta che sono stati mescolati a 4 erbette e inseriti in preziosi barattoli dall’elegante packaging. Apparenza, e zero sostanza.

La petizione

La petizione è stata lanciata da “MareVivo” a sostegno della proposta di legge numero 3852 di Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera e sostenuta da deputati di destra, centro e sinistra. Tale proposta di Legge prevede che dal 1° gennaio 2019 non sarà più consentito produrre e mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastica.

http://www.marevivo.it/news/basta_plastica_nei_cosmetici_arriva_la_legge_per_vietarne_la_produzione_e_il_commercio-759/

La risposta dell’industria cosmetica

Come al solito fumosa, piena di dati non verificabili. Studi scientifici non meglio precisati e, risibile, questa affermazione:

“…..L’industria cosmetica ha già da tempo intrapreso azioni concrete per abbandonare l’impiego di microplastica nei prodotti da risciacquo, quali, ad esempio, i cosiddetti scrub.

Solo prodotti da risciacquo. E tutta la plastica che mettete nei vostri prodotti a permanenza cutanea dove andrebbe a finire, una volta che il cliente si lava? Forse sperate nella sparizione delle docce? O forse sperate che la nostra povera pelle maltrattata dal vostro ciarpame se la assorba così che noi si diventi contenitori viventi della vostra plastica?

http://effemeride.it/la-microplastica-mette-pericolo-pesci-la-preferiscono-allo-zooplancton/#
http://effemeride.it/la-microplastica-mette-pericolo-pesci-la-preferiscono-allo-zooplancton/#

 

Elenco delle denominazioni degli acrilati

  • Acrylates/Beheneth-25 Methacrylate/ HEMA
  • Crosspolymer acrylates/vinyl isodecanoate crosspolymer
  • Acrylates/Beheneth-25 Methacrylate/ HEMA Crosspolymer-2
  • PVP (polyvinylpyrrolidone)
  • PVP/VA copolymer
  • Acrylates Copolymer
  • Acrylates Crosspolymer-4
  • Polyacrylate-1 Crosspolymer
  • Carbomer
  • Acrylates/ C10-30 Alkyl Acrylate Crosspolymer (anche C12-15, e via dicendo)

 Peccato non poter rivedere la puntata di Atlantide andata in onda su La7 il 29 agosto 2016. Fu estremamente interessante, ma sul sito della stazione televisiva non ve ne è più traccia.

Firma la petizione, dì basta alle microplastiche ma, nel frattempo, impara a riconoscerle e a non comprare dalle aziende che ancora le usano

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7 pensieri su “Microplastiche nei cosmetici”

  1. Ciao Linda, hai affrontato l’argomento da molte sfaccettature, informazioni interessanti, alcune nuove per me. Io nel mio piccolo cerco di utilizzare sempre meno i cosmetici con ingredienti sgraditi! Lo scrub spesso lo faccio da me (zucchero di canna, miele e due gocce di olio essenziale). Non mi piace la risposta dell’industria cosmetica, bisogna trovare una soluzione più concreta

    1. La risposta concreta la possiamo dare noi non comprando da certe aziende, soprattutto ora che la Legge è passata, ma che entrerà in vigore fra 4 anni. Non diamo modo a questi amorali di smaltire le scorte a danno nostro e del Pianeta. Baci, Elena, e grazie per il sostegno

    1. Ce lo auguriamo tutti… queste schifezze devono scomparire obbligatoriamente dai prodotti, tutti, e non solo dai cosmetici. Quando hai tempo guarda la puntata di Atlantide che ho linkato, e vedi cosa combinano le multinazionali della plastica con gli scontrini! Ci avvelenano, lo sanno, e non solo: loro guadagnano miliardi di dollari, e lo smaltimento lo paghiamo noi! Il business perfetto, hanno creato!

  2. effettivamente mi sono sempre chiesta quelle piccole palline di cosa fossero formate,ma non sapevo i danni a cosa potevano arrivare .Trovare un’alternativa eco sarebbe davvero utile ! 🙂

  3. non ho parole ,ho firmato la petizione ,più nessuna microplastica
    nei cosmetici ,sono dannose per la nostra salute ,grazie per l’interessante post

  4. Le trovo orribili queste microplastiche … 🙁 e consentono di metterle nei cosmetici … !! Ho firmato la petizione , grazie per tutte le informazioni, come sempre facili da capire e dettagliate!!

I commenti sono chiusi.