Basilica San Clemente Roma

San Clemente Roma

Basilica San Clemente Roma

 

È indubbiamente affascinante scoprire che al di sotto della città che vive e che pulsa c’è un’altra, nascosta agli occhi, dove chi ci ha preceduto ha vissuto. Ma quando si scopre che ve ne sono ben due non c’è che da precipitarsi a vederle. E così è stato per la Basilica San Clemente, a Roma, a due passi dal Colosseo: sito che definire spettacolare è poco. 

Al di sotto della basilica principale – o, meglio, più recente – ve ne sono altre due alle quali si accede attraverso una scala passando per la biglietteria, sita in una sala laterale della basilica stessa. 5 Euro, e si entra in un mondo di esplosiva bellezza antica. Si ammirano le colonne della seconda basilica, rinforzate dove è servito da muri realizzati in mattoni, e si cammina sulle pavimentazioni originali per larghi tratti, accompagnati da tanta umidità ma anche da tanti reperti trovati durante gli scavi che, grazie a Padre Mullooly, hanno aperto la strada alla scoperta eccezionale.

La basilica superiore risale al XII secolo, la seconda al periodo costantineo (330 d.C.) con completamento risalente al 1123 e la terza, che non è una vera e propria basilica ma una “insula” romana con tempio mitralico, risale al I secolo d.C. Ben tre epoche, una sopra l’altra.

** LA BASILICA SUPERIORE ** 

Basilica San Clemente Roma

Edificata nel XII secolo da Papa Pasquale, è stata ricostruita sulle spoglie di una chiesa già esistente, a quel che dicono le datazioni storiche, fin dal 500 d.C.
Due sono gli accessi: uno su via di San Giovanni in Laterano, e uno su Piazza San Clemente (o via Labicana che dir si voglia). Accedendo da quest’ultimo, scendendo pochi scalini, si passa attraverso il cortile quadrato, la cui pavimentazione è fatta con pezzi di marmo di vari colori, probabilmente materiale di risulta dei lavori che man mano sono stati fatti. Il cortile è circondato da un chiostro con colonne di varia provenienza. Ai piani superiori laterali è presente il convento domenicano.

La facciata barocca, opera di Carlo Stefano Fontana, si congiunge ai portici laterali del chiostro con un “quadriportico” attraverso il quale si accede all’interno. Attualmente sono presenti delle impalcature e coperture, all’interno, proprio sopra questo accesso, a causa di restauri sulla grande finestra visibile comunque dall’esterno. Spicca, sulla sinistra, il campanile.

Basilica San Clemente Roma

La basilica è a tre navate suddivise da imponenti colonne in marmo delle quali alcune molto antiche e quindi diverse in stile e qualità del marmo stesso.
Molto bella, cupa nella sua maestosità, spicca in mezzo alla navata centrale il coro chiuso da una specie di balconata in marmo sui tre lati proveniente, come spiegato dalla guida, proprio dalla basilica sottostante e sul quale spiccano decori cosmateschi. È inaccessibile a causa di un cancello attraverso il quale si vedono le panche in legno.
Cosmatesca è tutta la pavimentazione della basilica attualmente retta dai domenicani irlandesi. Le messe, infatti, sono celebrate in lingua inglese.
Nell’altare maggiore sono conservate le spoglie di San Clemente martire recuperate da San Cirillo. Le cronache parlano di San Clemente come terzo papa. Per la sua opera missionaria fu gettato nel Mar Nero dai romani, e la tradizione parla di un miracolo: le acque si ritirarono mostrando una tomba, la sua. Chi la edificò, non si sa. Pare che siano stati gli angeli.
Basilica San Clemente Roma
Un “pezzo” di pregio è il mosaico che rappresenta Gesù crocifisso con ai suoi piedi Maria e San Giovanni Evangelista. I 12 apostoli sono rappresentati da altrettante colombe. Consiglio una visita alla basilica, per ammirarlo, ma laddove fosse impossibile provate a cercare delle immagini su internet. È a dir poco meraviglioso. Si trova nell’abside centrale.

Chiusi sono anche gli altari, sia il maggiore che quelli inseriti nelle due cappelle laterali, ma tutto è ammirabile attraverso i cancelli. Da notare la cappella posta alla sinistra dell’ingresso di Piazza San Clemente, protetta da un cancello, completamente affrescata da Masolino da Panicale e dedicata a Santa Caterina d’Alessandria.

**SECONDO LIVELLO – basilica paleocristiana ** 

Basilica San Clemente Roma
http://www.basilicasanclemente.com/italiano/

Paghiamo il biglietto e scendiamo al secondo livello attraverso l’ampia e un po’ buia scala di accesso. Vi sono teche poste a memoria di padre Mullooly, colui che per primo scoprì l’esistenza di questa seconda basilica e al quale dedicherò un paragrafo a parte, che se lo merita.
Si sta freschi, e anche parecchio, qui sotto. Io ci sono stata il 15 agosto, per cui la cosa mi ha fatto anche piacere, ma consiglio nel caso di portarvi qualcosa per coprirvi nel caso vi troviate in una stagione di mezzo. E scarpe comode, che pur essendo la pavimentazione abbastanza agevole alcuni tratti sono sconnessi e l’illuminazione a volte scarsa (ma è bella così, perché crea atmosfera e protegge le opere che vi si trovano). Non è possibile scattare foto, e le telecamere di sicurezza sono presenti un po’ ovunque a ricordarcelo.

Appena finita la scala si può accedere subito alla prima sala, ma consiglio di seguire il percorso segnalato. Si passa infatti in un corridoio sui cui lati sono esposti reperti di vario genere, fra i quali spicca un affresco che narra del ritrovamento della tomba in Mar Nero di San Clemente.
Sono rimasta senza parole per l’immensità degli spazi che qui ho visto. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere. Le navate, enormi, le nicchie, gli affreschi recuperati, le colonne da toccare, le cui arcate sono a volte chiuse dai muri di contenimento e di rinforzo edificati per sostenere la basilica superiore, gli stretti passaggi dietro i vani, come pure quelli più ampi, che ci fanno scoprire altari nelle 4 sale… insomma, io mi sono realmente entusiasmata ed emozionata.

– Il primo “fumetto” nella Storia – 

Sapevo che c’era quello che dagli storici dell’arte è noto come “primo fumetto della Storia”, ossia un dialogo presente su un affresco scritto sia in volgare che in latino. Dialogo che avviene tra Sisinnio e San Clemente mentre i suoi servi sono intenti a trascinare una colonna invece del santo, in catene (erano divinamente accecati). Per completezza, dato che non ricordo a memoria le intere frasi, le riporto dal sito. A Sisinnio gli studiosi attribuiscono questa frase: “Fili de le pute, traite, Gosmari, Albertel, traite. Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!”. Si nota un epiteto, e la risposta: “Duritiam cordis vestri, saxa traere meruistis”. “Figli di puttana, tirate! Gosmario, Albertello, tirate! Carvoncello, spingi da dietro con il palo!” (Gosmario, Albertello e Carvoncello sono i nomi, presumibilmente, dei servitori). “A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi” (fonte: Wikipedia).

A questo livello si trovano le spoglie di San Cirillo, cui sono devote le popolazioni slave, e il sepolcro si può vedere attraverso una cancellata. È una specie di stretto corridoio, chiuso da entrambe gli accessi, e vicino alla scala che fa scendere al terzo livello è stato eretto un altare, in tempi recenti, dove i devoti possono lasciare le loro preghiere e voti. Infatti ho assistito a una scena toccante. Eravamo intenti ad osservare mura, affreschi e la tomba di San Cirillo quando è arrivata una famiglia slava (lo si capiva dal loro idioma), con una bambina di pochi anni in braccio. Si sono avvicinati a questo altare e, sommessamente, si son messi a pregare. La madre a un certo punto è scoppiata in lacrime, e noi, insieme a un gruppo di turisti giapponesi, guardandoci in faccia, silenziosamente, abbiamo lasciato questa famiglia in pace, andandocene. Auguro loro tutto il bene possibile.
A quel punto abbiamo deciso di scendere subito al terzo livello, per riprendere la visita del secondo successivamente.

*** TERZO LIVELLO – insula romana del I e II secolo d. C. ** 

Basilica San Clemente Roma
http://www.basilicasanclemente.com/italiano/

Si scende attraverso una scala in ferro, i cui corrimano sono bagnati per la grande umidità, quindi fate attenzione. Pur essendo parte della pavimentazione protetta da teli spessi, il rischio di scivolare c’è eccome.
Appaiono subito degli ambienti tipicamente romani, con pavimentazione in mattoni a spina di pesce e mura in tufo, risalenti al I e al II secolo d. C, in piena età imperiale. Le volte, altissime, e il primo “incontro importante” che facciamo è quello col tempio mitralico, il cui altare si trova in una stanza quadrangolare con soffitto a botte. Fu realizzato, secondo gli Storici, nel III secolo utilizzando il cortile della casa romana del II secolo.

Si vede anche una grande scala, chiusa al soffitto, e parecchie parti ancora da scavare, e anche qui si notano le opere successive poste in essere per sorreggere la basilica del IV secolo. Ci sono degli stucchi, dei residui di affreschi, e forni, depositi di cibo…

Il rumore dell’acqua che scorre si fa più vivo (lo si sentiva anche al piano superiore). Scopriamo che c’è una sorgente (sorgente di San Clemente) lì sotto, e la troviamo in una stanza. L’acqua esce poderosamente dal bocchettone, e scorre lungo la canalizzazione originale attaccata alle mura interne, e gira tutta intorno all’insula. Ho infilato una mano nel foro, la volevo toccare, quell’acqua. Freschissima. La sorgente prende il nome dalla basilica.

Basilica San Clemente Roma
Sorgente San Clemente

Questo sito è, in sintesi, un esempio di tre epoche diverse, una sopra l’altra, e merita una visita, almeno una volta nella vita. Chi si trova a Roma e non lo conosce, o chi verrà a visitare la città, non deve e non può perdersi questa vera e propria meraviglia. Ancora c’è da scavare, come si nota da molte aree protette da cancelli. La terra smossa nasconde ancora edifici, sia nel secondo che nel terzo livello. Auguriamoci che invece di pensare a improbabili tratti di metropolitana inutile, visto che oltretutto si è rimaneggiata la zona del Colosseo rendendola pedonale e a traffico limitato, che non si continui a perdere tempo e risorse vanamente. Si sa che sotto quella zona, in pieno Rione Monti, nella valle tra il Monte Celio e Colle Oppio, come si scava una buca appare qualcosa da proteggere. Se lo dovrebbero ricordare, i nostri governanti, che un minimo di memoria storica la dovrebbero avere. Dovrebbero sapere che i Savoia prima e Mussolini dopo hanno devastato l’area con edifici brutti, distruggendo e sotterrando la Storia vera, per far posto alle loro misere voglie di grandezza e di autocelebrazione.

**PADRE JOSEPH MULLOOLY** 

Nasce in Irlanda, nel 1812, da una famiglia contadina. Nel 1840 arriva a Roma dove verrà ordinato padre domenicano l’anno successivo. Nel 1850 diventa Superiore del convento di San Clemente, e nel 1857 iniziò gli scavi della basilica del IV secolo. Scoprì anche la tomba di San Cirillo, fatto che gli fece guadagnare la devozione delle popolazioni slave. San Cirillo è colui che ha ideato l’alfabeto cirillico.
Padre Mulloly, instancabile appassionato della “sua” San Clemente ha scritto anche dei libri, in merito alla scoperta. Morì, fiaccato dalle fatiche, 5 giorni dopo la celebrazione della sua ultima messa, durante la quale crollò a terra. Le sue spoglie riposano sotto l’altare maggiore della basilica del secondo livello.

*** INCISO** 

Ho raccontato alcune delle cose da me apprese durante la visita a San Clemente. Non tutte, per non annoiare ma soprattutto per lasciare un po’ di sorpresa a chi la visiterà. Sarebbe stato facile andare su un sito qualsiasi e rielaborare le informazioni da chiunque reperibili. Mi sono invece basata su quanto imparato dalla audio guida fornita in biglietteria e dalla guida che avevo precedentemente consultato in previsione della visita stessa. ritengo che certe visite debbano necessariamente essere precedute da un minimo di informazioni, proprio per capire ed apprezzare al massimo ciò che si sta per vedere, e questo vale per qualsiasi sito storico, artistico e culturale esistente al mondo. L’unica cosa che ho preso da internet, come segnalato, è il dialogo tra Sisinnio e San Clemente: ricordarlo a memoria mi era personalmente impossibile. Per le immagini mi sono avvalsa di quelle presenti sul sito ufficiale dato il divieto di scattarne con propri apparati, tranne alcune che sono comunque riuscita a scattare.

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3 pensieri su “Basilica San Clemente Roma”

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